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Via Appia

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La via Appia Antica è un percorso vario e ricco, che racchiude il cuore della Roma antica. È un affascinante pellegrinaggio nel passato, un viaggio tra i resti dell’antichità ancora in incredibile stato di conservazione.
Ha inizio dall’Arco di Druso, ai piedi del Parco degli Scipioni, costeggiando e attraversando il Parco della Caffarella e proseguendo poi verso sud.
La varietà delle bellezze che l’Appia Antica offre si mostra subito nella prima parte di questo lungo cammino, dove sepolcri, colombari e tombe si alternano ad ampie aree archeologiche, alla vastissima Valle della Caffarella e al complesso monumentale della Villa di Massenzio. Più uniforme è invece la parte più a sud del percorso, costituita per la grande maggioranza da sepolcri: tra i più noti il Sepolcro degli Equinozi, quello di Seneca, il Sepolcro di Ilario Fusco, quello di Tiberio Claudio Secondino e il Sepolcro degli Orazi e Curazi.

Inizialmente realizzata per scopi militari – come la gran parte, del resto, delle strade romane – la via Appia ha nei secoli costituito un formidabile vettore di comunicazione, materiale e immateriale.
Sul suo basolato sono infatti passati gli eserciti, ma anche semplici viaggiatori, mezzi di trasporto e merci di ogni tipo, e soprattutto, quella che chiamiamo “la civiltà romana”: per la sua importanza già in antico il poeta Stazio la celebrò definendola “regina viarum”.
L’antica legge romana delle Dodici Tavole, risalente al 450 a.C., proibiva, per motivi di carattere igienico e sanitario, che le sepolture avvenissero all’interno dei confini sacri del Pomerio.
Sin dalla sua costruzione, la via Appia rappresentò dunque un luogo ambìto per i sepolcri delle grandi famiglie aristocratiche: esemplari quelli degli Scipioni e dei Metelli che avevano i loro possedimenti in questo territorio. Sulla regina viarum sono però anche attestati edifici per sepolture collettive appartenenti a “collegi funerari”, sorta di confraternite che acquistavano un terreno su cui costruire un edificio sepolcrale, in cui ciascun membro della comunità poteva disporre di uno o più loculi. Per questa ragione, la via Appia, con una serie ininterrotta di monumenti funerari diversi per tipologia e cronologia, dall’età repubblicana alla tarda età imperiale, è considerata la strada funeraria per eccellenza, una sorta di manuale visivo di architettura sepolcrale romana.

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